La crisi delle TV siciliane

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daniele
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La crisi delle TV siciliane

Messaggioda daniele » 21/10/2012, 14:34

Il passaggio al digitale terrestre, a quanto pare, non sta creando solo delle rogne per i dipendenti di Antenna Sicilia e Telecolor ma anche ad altre TV come VideoMediterraneo e Video1:

Tv locali, Sicilia: è crisi anche a Videomediterraneo e Video Uno

Sono undici, tra giornalisti e tecnici, gli esuberi di VideoUno, l'emittente televisiva siciliana nata da una costola di Video Mediterraneo, di cui è editrice Graziana Carpentieri, figlia di Enzo e nipote di Carmelo, editore di Video Mediterraneo che ne ha licenziati ventidue.
L'editore ha ribadito la triste scelta di licenziare il personale come unica via di uscita dalla crisi aziendale. Intanto, è notizia di oggi che Video Mediterraneo potrebbe affittare il proprio canale del digitale terrestre a un importante player milanese, che avrebbe interesse a creare una rete a copertura nazionale. Secondo tale prospettazione, la tv siciliana manterrebbe soltanto alcune finestre nel corso della giornata; una scelta che, qualora andasse in porto, avrebbe una conseguenza immediata sul personale: i licenziamenti potrebbero infatti passare da ventidue a trentasei unità e resterebbero al lavoro quindici persone sugli attuali cinquantuno assunti. La notizia circola da un paio di giorni nei corridoi dell'emittente televisiva e sta destando non poche apprensioni. Carmelo Carpentieri ha dichiarato: "Dobbiamo chiarire che a nessuno devo 13 mesi. I sindacati stanno giocando sui numeri. Semmai, devo la tredicesima; ma più di 6, 7 mesi di arretrati non li devo a nessuno. Possiamo solo adattarci al periodo: è tempo di crisi e dobbiamo per forza ridimensionare il personale. Il piano c'è da tre anni, ma non lo vogliono considerare, perché devono ostacolare i licenziamenti, senza capire che almeno così avremmo tutti un po' di serenità: io, perché non so più che risposte dare a questi lavoratori (che per me vengono al primo posto), e loro, gli stessi dipendenti, che a fine mese, con la disoccupazione, avrebbero un'entrata sicura, almeno per qualche tempo. E' certo che il periodo è difficile per tutti e basterebbe un po' di buon senso per capire certe circostanze. Per capire che oggi ci possiamo permettere giusto l'indispensabile. Se ho sbagliato non l'ho fatto per volontà di sbagliare, ma pensando di fare bene". (R.R. per NL)

fonte: http://www.newslinet.it/notizie/tv-loca ... -video-uno

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Domins
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Re: La crisi delle TV siciliane

Messaggioda Domins » 23/02/2013, 15:03

Comunque non è solo Video 1 ad avere la crisi ma anche il gruppo Ciancio che, come abbiamo già visto, ha risolto con un accordo.
RadioTV Sicilia e Scelta TV

Nazionali : Rai A=UHF 47 Rai B=UHF 67 Mediaset 1=UHF 68 Mediaset 2=UHF 53 La 7 Dahlia=UHF 37 La 7 TIMB1=UHF 60 D-Free=UHF 56 Tivuitalia=UHF 33
Locali : CTS Mux=UHF 57 La Sicilia Mux=VHF H1 (Altofonte) Tele Rent=VHF 9

AleJonica
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Re: La crisi delle TV siciliane

Messaggioda AleJonica » 05/11/2013, 19:24

http://digicalabria.mastertopforum.net/

AleJonica
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Re: La crisi delle TV siciliane

Messaggioda AleJonica » 23/12/2013, 18:56

http://digicalabria.mastertopforum.net/

sc96
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Re: La crisi delle TV locali

Messaggioda sc96 » 17/07/2014, 20:58

Segnalo questo articolo: http://www.ilquotidianoitaliano.it/attu ... 7868.html/

C'era una volta la famigerata legge Mammì, quella che limitava a 3 le reti televisive che potevano essere di proprietà di un solo editore, poi arrivò l’altrettanto famigerato Digitale Terrestre (la legge Gasparri) e tutte le emittenti, gradualmente, passarono sulla nuova piattaforma come pesci d’allevamento abituati a vivere in laguna riversati di colpo nell’oceano Atlantico. La televisione analogica terrestre si è spenta definitivamente il 4 luglio 2012.
Le polemiche e le inchieste che accompagnarono il passaggio sono cronache note. Il proprietario delle tre maggiori Tv commerciali era anche il Presidente del Consiglio e aveva – da imprenditore – due priorità: salvare una delle sue tre emittenti che “occupava” illegalmente frequenze non sue (Rete4 ha trasmesso su quelle di Europa7 per quasi 10 anni) e arginare l’avanzata della Tv satellitare (Sky) che sottraeva al suo gruppo grosse fette di mercato.
Oggi, i timori di chi affermava che il passaggio alla nuova tecnologia così fatto avrebbe avvantaggiato i grandi sono diventati realtà. Le vecchie Tv locali (che spesso trasmettevano da decenni) si trovano a fronteggiare dei veri e propri colossi. Rai e Mediaset hanno aperto decine di canali tematici. A loro si sono aggiunti nuovi soggetti come Discovery e L’Espresso che sono entrati prepotentemente sul mercato nazionale. Come se non bastasse, la numerazione LCN dei decoder (stabilita da Agcom) spedisce le emittenti più piccole “ai margini del telecomando”. Se a tutto questo aggiungiamo la crisi e l’espandersi della rete che permette (e di fatto impone) la diffusione dei contenuti sul web, la morte dei canali minori diventa inevitabile. Da nord a sud si stanno inesorabilmente spegnendo e chi continua a trasmettere ricorre a licenziamenti collettivi. Spesso con loro spariscono volti storici, come quella di Sonia Ceriola, la “regina dei cartoni” che per oltre 20 anni ha intrattenuto i giovanissimi romani dagli studi di Super 3 nelle pause tra un Jeeg Robot d’Acciaio e una Ransie la strega. Le sue trasmissioni ai tempi d’oro erano seguite da oltre 300 mila spettatori. La storica emittente romana dal 1' luglio 2013 ha interrotto le trasmissioni dopo 37 anni. Nella capitale stanno chiudendo anche Romauno (gruppo Colari) e T9 (gruppo Caltagirone*) che tra licenziamenti e contratti di solidarietà lasceranno a casa decine tra giornalisti, tecnici e operatori. A Milano TeleLombardia ha licenziato 54 lavoratori su 128, in Puglia Telenorba ha presentato recentemente un piano industriale che prevede 70 licenziamenti su un totale di 183 unità. In Sicilia hanno interrotto le trasmissioni D1 Television, Telecolor e Antenna Sicilia.
Una mattanza senza fine, che verosimilmente nei prossimi anni porterà all’estinzione delle piccole televisioni. Un altro pezzo di Italia che non regge il passo di un mercato incontrollato e normato da leggi assurde, scritte a beneficio di pochi e dannose per la comunità, condannata, in questo caso, a un’omologazione dell’offerta
televisiva.


* qua secondo me non si tratta di crisi, ma di semplice speculazione in quanto questo gruppo romano ha un'altra emittente Teleroma56 che va bene, quindi non vedo il motivo della crisi

Lo scrittore secondo me ha dimenticato di specificare la categoria di emittenti locali, poichè quelle di televendite purtroppo non se la passano male

sc96
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Re: La crisi delle TV siciliane

Messaggioda sc96 » 10/10/2014, 10:45

Fonte: http://www.cataniatoday.it/cronaca/liqu ... -2014.html

Chiudono Telejonica e Rete 8: "Usciremo di scena silenziosamente"
Rete 8 e Telejonica, storiche emittenti catanesi direttamente riconducibili al Gruppo Ciancio, sono state messe in liquidazione. I vertici aziendali hanno comunicato che i 14 lavoratori saranno tutti licenziati dopo aver "subito" tre anni di contratto di solidarietà con una riduzione di ore lavorate che è arrivata quasi al 50 per cento

Rete 8 e Telejonica, storiche emittenti catanesi direttamente riconducibili al Gruppo Ciancio, sono state messe in liquidazione. I vertici aziendali hanno comunicato che i 14 lavoratori saranno tutti licenziati dopo aver “subito” tre anni di contratto di solidarietà con una riduzione di ore lavorate che è arrivata quasi al 50 per cento. Lo comunica la Cisl- Fistel etnea e l'Assostampa di Catania stigmatizzando questa scelta estrema.“ Chiudono Telejonica e Rete 8: "Usciremo di scena silenziosamente".I lavoratori chiamano in causa i sindacati, a cominciare dall'Assostampa regionale e Cisl-Fistel , e i rappresentanti istituzionali, affinché vigilino sulle procedure messe in atto dall'azienda per la liquidazione e individuino percorsi di tutela del lavoro e soluzioni non traumatiche. Lanciano inoltre un appello agli imprenditori della città per valutarne l'acquisizione e non far morire una realtà da anni radicata nel territorio e con margini di rilancio molto elevati, tenuto conto delle poliedriche professionalità presenti e dell'esiguo costo del personale. “Usciremo di scena – spiegano i lavoratori in una nota - lottando silenziosamente. Nessun sit-in, nessuna protesta, nessun blocco stradale. Tutto questo servirebbe a poco. Ci piacerebbe, però, che quanti negli anni hanno avuto una ribalta nei tg e nelle trasmissioni di approfondimento, a partire dai tanti rappresentanti istituzionali, ci facessero sapere cosa ne pensano".

sc96
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Re: La crisi delle TV siciliane

Messaggioda sc96 » 07/02/2015, 13:03

Fonte: http://livesicilia.it/2015/02/07/tgs-sc ... de_594954/

TGS, sciopero dei tecnici
Trasmissioni sospese, Digos in sede


Sciopero TGS


Dopo l'ora di sciopero i tecnici volevano riprendere il loro lavoro, ma l'azienda non lo avrebbe consentito.
Protesta questa mattina dei tecnici della tv Telegiornale di Sicilia a Palermo. A causa dello sciopero le trasmissioni oggi sono state sospese.
"Cameramen e i montatori - spiega Rosario Chiarelli rappresentante sindacale aziendale della Cisl - hanno organizzato un'ora di sciopero ad ogni cambio turno per contestare alcune scelte dell'azienda, come quella di utilizzare i collaboratori e i free lance per realizzare immagini e servizi, lasciando a casa gli operatori. Viene anche contestato anche l'uso della cassa integrazione e il cambio delle mansioni". Dopo l'ora di sciopero i tecnici volevano riprendere il loro lavoro, ma l'azienda non lo avrebbe consentito. Secondo i rappresentanti sindacali si è trattato di un abuso tanto che è stata chiamata la polizia. Gli 11 dipendenti sono rimasti davanti l'azienda a manifestare.

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Fonte: http://www.resapubblica.it/cronaca/tele ... -battenti/

Telejonica e Rete 8 “chiudono i battenti”

Dopo la messa in liquidazione di fine 2014, arriva la comunicazione ufficiale. Il 28 febbraio è l’ultimo giorno https://www.youtube.com/watch?v=qRxV8guCBpM

Chiudono le emittenti Telejonica e Rete 8. A farne le spese, anche questa volta, sono realtà legate al gruppo editoriale Ciancio Sanfilippo. Nei mesi scorsi pesanti tagli hanno anche decimato le redazioni giornalistiche di Telecolor e Antenna Sicilia.
Nemmeno i tre anni di contratto di solidarietà, che avevano ridotto l’orario lavorativo del 50%, sono riusciti a dare speranza a tutti i dipendenti. A nulla è valso questo contratto “subito” dai dipendenti, dato che non è servito a far risollevare le sorti delle Aziende e a vincere la crisi economica.

I lavoratori chiamano in causa i sindacati, l’Assostampa regionale e la Cisl-Fistel come anche i rappresentanti istituzionali, affinché vigilino sulle procedure messe in atto dall’azienda per la liquidazione, individuando percorsi di tutela del lavoro e “soluzioni non traumatiche”.
Un chiaro e accorato appello, inoltre, è stato lanciato agli imprenditori della città, per valutarne l’acquisizione e non far morire una realtà da anni radicata nel territorio e con margini di rilancio molto elevati. Poliedriche professionalità e esiguo costo del personale sono i punti cardine messi in luce. “Usciremo di scena lottando silenziosamente. Nessun sit-in, nessuna protesta, nessun blocco stradale. Tutto questo servirebbe a poco. Ci piacerebbe, però, che quanti negli anni hanno avuto una ribalta nei tg e nelle trasmissioni di approfondimento, a partire dai tanti rappresentanti istituzionali, ci facessero sapere cosa ne pensano”, hanno scritto i dipendenti in una nota.
I vertici aziendali fanno sapere che le lettere di licenziamento per i 14 dipendenti (6 giornalisti, 7 tecnici e 1 amministrativo) sono già state spedite e recapitate ai lavoratori. I loro nomi, volti noti a tutti: Federica Alecci, Nino Bottino, Valeria Branca, Luciano Consoli, Valeria Maglia, Luca Marletta, Giuseppe Messina, Mel Pappalardo, Fabio Riera, Fabrizio Rizzo, Grazia Sicali, Filippo Stancanelli, Giovanna Strano e Antonello Zitelli.
Scompaiono, così, altre due voci importanti dell’informazione siciliana. I colleghi giornalisti di Telejonica e Rete 8, per oltre un ventennio, hanno raccontato la città di Catania in modo puntuale e professionale.
“La proprietà ha deciso che tutto questo doveva finire – ha rimarcato la voce di Valeria Maglia, direttore della redazione TG8 – caricando solo sul personale i costi della crisi. Usciremo di scena silenziosamente e continueremo a svolgere il nostro lavoro con la professionalità di sempre fino all’ultimo giorno”.

I giornalisti della redazione di TG8, al termine dell’edizione pomeridiana del telegiornale con Antonello Zitelli delle 14.10 del 3 febbraio scorso , con un filmato, hanno reso noto che giorno 28 febbraio 2015 sarà l’ultima volta che i telespettatori etnei potranno vedere in onda i loro servizi giornalistici.

“Vi lasciamo con qualcosa che adesso parla di noi. Grazie di averci seguito!”, ha salutato Zitelli.

Un filmato che racconta una storia lunga più di vent’anni, una realtà fatta di persone al servizio dell’informazione. “Per oltre un ventennio – è stato detto nel filmato – la redazione di Rete8 e Telejonica ha raccontato la città, dato voce a quanti avevano qualcosa da dire, offerto spunti di riflessione, pungolato le istituzioni e difeso i cittadini”.

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Re: La crisi delle TV siciliane

Messaggioda sc96 » 01/06/2015, 21:55

Fonte: http://oggimedia.it/cronaca-locale-sici ... onale.html

Telecolor: 17 licenziamenti per l’emittente regionale

Una crisi senza fine quella che colpisce il mondo dell’informazione. Più volte a rischio chiusura, l’emittente regionale Telecolor effettua 17 licenziamenti tra i dipendenti; la comunicazione arriva dalla proprietà Ciancio ai sindacati Cgil e Cisl.
Tra figure tecniche e amministrative, 17 licenziamenti hanno colpito l’emittente regionale Telecolor. La comunicazione arriva direttamente dalla proprietà Ciancio che, durante un confronto con i rappresentanti sindacali Fistel Cisl e Slc Cgil, senza lunghi dibattiti, ha comunicato i 17 licenziamenti senza ulteriore possibilità di trattativa.
Sia Cisl sia Cgil hanno tentato d’effettuare due controproposte al fine d’ottenere altro tempo per delle soluzioni alternative che non prevedessero i 17 licenziamenti o dei contratti di solidarietà. La risposta della proprietà Ciancio è stato un secco rifiuto che ha provocato non poche polemiche all’interno dell’emittente regionale Telecolor.
Episodi simili nel mondo dell’informazione, soprattutto tra i media regionali, sono sempre più frequenti. Tra emittenti che chiudono e altre che a stento rimangono in piedi, anche l’emittente regionale Telecolor rischia il declino che potrebbe portare a una chiusura totale.
A confermare la crisi dell’informazione siciliana interviene anche Davide Foti, segretario della Slc Cgil di Catania, il quale dichiara sui 17 licenziamenti dell’emittente regionale Telecolor: «L'azienda si trincera dietro un accordo di rete e di servizi con altre aziende, tra le quali l'emittente Antenna Sicilia e altre società del gruppo, che però non annullano l'effetto smantellamento che ormai da anni subisce il panorama televisivo regionale siciliano».
Ad aggravare la situazione incombe la situazione critica dei 17 licenziamenti: molti dei dipendenti, una decina circa, non hanno l’età anagrafica per poter utilizzare scivoli pensionistici, essi riceveranno semplicemente l’indennità di disoccupazione. Alcuni subiscono il licenziamento dopo anni di lavoro presso l’emittente regionale Telecolor.

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Re: La crisi delle TV siciliane

Messaggioda sc96 » 19/06/2015, 0:22

Fonte: http://www.giornalistitalia.it/telecolo ... ornalisti/

Telecolor, istanza di fallimento dai giornalisti

5 mesi dopo la sentenza della Cassazione che ha ritenuto illegittimi i licenziamenti dei giornalisti dell’emittente catanese Telecolor, i dipendenti si rivolgono alla magistratura dando incarico ai legali di depositare l’istanza di fallimento nei confronti della società.
“La famiglia Ciancio – affermano – ha palesemente dimostrato di essere un cattivo pagatore, non rispettando la sentenza della Cassazione che la condanna al pagamento di quanto dovuto per un licenziamento illegittimo che risale a ben 9 anni fa. Con pervicacia ed arroganza la proprietà ha messo in atto una tattica meramente dilatoria rigettando, di fatto, qualunque proposta di transazione”.
Il 29 maggio scorso sono stati licenziati altri 17 dipendenti dell’emittente. “Oltre all’istanza di fallimento – concludono – presenteremo anche un esposto alla Procura della Repubblica di Catania affinché si valuti il comportamento degli amministratori che si sono alternati alla guida della società”


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