TELE IBLEA LA 2^ TV PRIVATA ITALIANA 1974

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TELE IBLEA LA 2^ TV PRIVATA ITALIANA 1974

Messaggioda pfuggetta » 24/06/2012, 23:48

L'emittente nasce via cavo per iniziativa dei fratelli Antonio e Carmelo Recca nel 1974 a Ragusa prima sede in via Stesicoro 120, quindi trasloco in via Corbino al numero civico 5, sempre a Ragusa. Il 10 febbraio 1975 il Presidente del Tribunale di Ragusa autorizza la registrazione dell'emittente via etere, il 10 luglio 1975 il Pretore di Ragusa Paolo Occhipinti deposita una sentenza destinata ad aprire la via delle televisioni via etere. Tele Iblea irradia i suoi programmi dai canali vhf D, vhf F e uhf 22. A pochi giorni dalla nascita dell'emittente via etere, Carmelo Rocca viene "invitato amichevolmente" ad interrompere le trasmissioni da un agente dell'Escopost. Al rifiuto di Rocca scatta la denuncia per contravvenzione alla legge del 14 aprile 1975 che riaffermava il monopolio della Rai. Il Pretore Occhipinti però trovò che su tale legge "pende un ragionevole dubbio di costituzionalità" e perciò la rimando alla Corte Costituzionale che, nel luglio 1976, si pronuncerà in favore delle emittenti via etere. La prima trasmissione andata in onda è un incontro di calcio del Ragusa che gioca in trasferta contro il Modica, vincono i ragusani 2 a 1. Questa vittoria e questa trasmissione sono ancora oggi nell'immaginario collettivo dei ragusani, ricordati sul sito internet ufficiale dell'emittente. Tele Iblea ha iniziato così le sue trasmissioni ufficiali, in città ne parlano tutti e di sera una voce circola insistentemente fra gli sportivi, nei bar e nelle case. In televisione c'è la partita del Ragusa, quella di oggi, contro il Modica, quella del 2 a 1. E' un venticello che si tramuta subito in uragano e quindi in un turbine. Tutte le televisioni, dai salesiani a Ibla, ai cappuccini, al Selvaggio, tutti si sintonizzano su Tele Iblea, che inizia a proporre anche un telegiornale, "con le notizie di qui!...". In città tutti ormai conoscono Tele Iblea, anche gli uomini della polizia postale che un giorno si presentano con un mandato del magistrato negli studi dell'emittente, gli amministratori vengono denunciati e l'attrezzatura dell'emittente viene sequestrata. Fortunatamente questa è un'emittente nuova, soprattutto per gli agenti che mettono i sigilli a un'apparecchiatura che con l'emittente non c'entra niente, Tele Iblea continua dunque ad irradiare il suo segnale. C'è un corso un procedimento penale e, forse, era proprio quello che l'intera comunità delle tv locali aspettava. Con Telebiella, Tele Conero ed altre sei emittenti, Tele Iblea aspetta la sentenza ma intanto è stato consultato l'avvocato genovese Porta per appellarsi all'articolo 21 della Costituzione italiana. Solo nell'ambito di un processo il giudice può infatti inviare gli atti alla Corte Costituzionale avanzando dubbi sulla costituzionalità di una legge. Ragusa diventa dunque una testa di ponte, un'ariete per sfondare le mura del monopolio.

L'avvocato Porta da qualche anno accusava lo Stato di attentare alla libertà di espressione dei suoi cittadini, chiamato dai Recca arriva a Ragusa e capisce subito che ci sono i presupposti per tentare la scalata alla libertà televisiva. Porta prepara una memorabile difesa di Tele Iblea, e il giudice Paolo Occhipinti invia tutti gli atti alla Corte Costituzionale. Fu un fatto storico perchè da quel giorno, in tante altre città italiane, tutte le vertenze sullo stesso problema vengono abbinate alla pratica di Tele Iblea. Dopo circa un anno, l'11 giugno 1976, la Corte si pronuncia, con la sentenza 202, abolendo di fatto il monopolio di Stato in materia radiotelevisiva anche via etere. Fu in pratica il primo passo verso la liberalizzazione del settore. Intanto a Tele Iblea erano anche arrivati i fratelli siciliani Gianni e Mario Papa, che erano emigrati anni prima a Biella, Gianni faceva il funzionario della dogana, Mario studiava, ma avevano alle spalle l'esperienza di Tele Biella, entrambi erano stati impegnati nella realizzazione di trasmissioni sportive e del telegiornale dell'emittente diretta da Peppo Sacchi. Così i fratelli Papa ricordano la loro esperienza::

"Fu un'esperienza esaltante, Negli studi del Convitto Biellese si erano alternati giornalisti del calibro di Enzo Tortora, esule dalla Rai, cantanti e opinionisti famosi. La nostra esperienza, tornati in Sicilia, venne messa al servizio di Tele Iblea"

I fratelli Papa migliorano la tecnica delle news, danno vita a nuove trasmissioni, Tele Iblea entra nel tessuto sociale cittadino, diventa punto di riferimento per i politici e la gente comune. Tele Iblea denunciava, plaudiva, informava. In un mondo televisivo in bianco e nero dominato dai due canali di Mamma Rai rappresenta un'alternativa, la libertà di opinione, la protesta. Non era importante la qualità del segnale (allora non certo ottimale), non contava nemmeno se le notizie non erano fresche, la cosa importante era il rivedersi in tv, sentire il proprio nome dalle labbra della lettrice, o scoprire angoli nascosti della propria città, fu un successo oltre ogni aspettativa. Sul finire degli anni ''70 il fenomeno di Tele Iblea ha ormai varcato i confini cittadini dilagando in provincia e andando oltre, molto oltre. Un operaio dell'Anic, tale Napoleone, conduce a Tele Iblea un programma tutto in dialetto chiamato COSE DI CASA NOSTRA; in Sicilia Napoleone è ormai più popolare di Pippo Baudo, che oltre ad essere nato a Militello, conduceva un programma (GOAL) per la concorrente Tele Sicilia (emittente sorta nel frattempo). COSE DI COSA NOSTRA portò per la prima volta il dialetto ragusano in televisione e batte tutti gli indici di ascolto, un quotidiano nazionale annuncia che ormai Napoleone è più famoso di Pippo Baudo. Sul libro IL MUCCHIO SELVAGGIO del duo Dotto-Piccinini leggiamo che lo slogan di TeleIblea era "vivi la città che abiti" in alternativa a "conosci la città che vivi". Sempre secondo Dotto e Piccinini "trionfa la telvisione capovolta, protagonista è l'uomo della strada, che fatica a farsi strada".

Direttore di Tele Iblea è Emanuele Schembari (vedi I ritratti televisivi di Massimo Emanuelli), tra i conduttori Tina Vaccarino, la bionda annunciatrice dai capelli lunghissimi, il pittore Franco Cilia, lettore del tg, e gli indimenticabili conduttori di programmi storici come Gianni il Farmacista e Giorgio Guerrieri, sosia di Totò. Uno dei programmi di maggior successo è OSPITI A TELEIBLEA.

Alla fine degli anni '70 Tele Iblea trasferisce i suoi studi dapprima in via Colajanni e successivamente in via Carducci, sempre a Ragusa, dove trovano posto fino a 400 spettatori, l'emittente con il suo segnale copre tutta la Sicilia orientale, da Agrigento a Catania, sconfina fino a Reggio Calabria (i canali uhf sono ora, a seconda della zone, uhf 22, uhf 26 e uhf 64). Da ogni parte d'Europa arrivano giornalisti per capire il fenomeno delle tv private, i contratti pubblicitari sono a un certo livello. Arriva il colore, vengono acquistate nuove attrezzature e nuove telecamere.

Negli anni '80 nascono nuove emittenti, arrivano i network, ma Tele Iblea rimane una realtà ancora oggi radicatissima in Sicilia. A Tele Iblea hanno lavorato anche Michele Giardino ed Enza Garipoli.

I fratelli Papa ancora oggi gestiscono l'emittente che ha festeggiato il trentennale. Oggi Tele Iblea copre la provincia di Ragusa e quelle di Agrigento e Siracusa. Oltre al tg locale e ad alcune interessanti autoproduzione, Tele Iblea propone ogni anno la festa di San Giorgio.

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