Info e news generiche sul DAB/DAB+/DMB

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sc96
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Fonte: https://www.newslinet.com/radio-eduardo ... mpromessi/

Radio. Eduardo Montefusco (RDS): se Italia svendesse FM avremmo ottimo accordo adriatico, ma senza più Radio. DAB subito senza compromessi

Eduardo Montefusco (RDS): se l’Italia svendesse frequenze FM – in uso da quasi cinquanta anni – ai paesi ex Jugoslavia, allora avremmo immediatamente un ottimo accordo, ma non avremmo più la Radio. Non c’è altro tempo.
Se esistessero pressioni sull’Autorità per ritardare ulteriormente l’emanazione del Piano, sarebbe molto grave. Il coordinamento delle frequenze FM non era e non può essere oggetto di negoziato a quel tavolo. Chi vuole unire indissolubilmente questi due importanti aspetti compie un grave errore. Il Piano Ginevra 84 per le frequenze FM non è mai stato ratificato, era sbagliato e inapplicabile. Lo ha detto a suo tempo il governo e lo abbiamo ripetuto per decenni.
Qualsiasi piano FM sconvolgerebbe il mercato radiofonico, che com’è noto, non vive una stagione d’oro. Salterebbero centinaia di aziende. Se è questo ciò che si vuole lo si dica senza infingimenti. Anche noi lamentiamo interferenze e l’utilizzo improprio di potenze e impianti inutili.
Posso capire che a qualcuno non è piaciuta la versione finale del TUSMAR ed avrebbe preferito la prima versione che poteva spazzar via la radio italiana senza rendere conto a nessuno.



Il punto di vista di Eduardo Montefusco (RDS)

Dopo quello di Paolo Salvaderi (Radiomediaset), ospitiamo un altro intervento di spessore sulle vicende che in questi giorni (come 12 mesi fa) hanno elevato le tensioni nella radiofonia.
NL ha infatto raccolto un’intervista con il presidente della rete nazionale RDS Eduardo Montefusco sull’argomento incandescente delle misure limitative verso le emissioni FM sull’area adriatica che potrebbero essere assunte dal Ministero dello sviluppo economico in coincidenza con la pubblicazione del Piano DAB da parte di Agcom.


Il tempo delle attese è finito. La Radio merita di entrare nel digitale terrestre

(NL) – Si parla in queste ore di resistenze verso l’atteso Piano DAB…

(Eduardo Montefusco) – Il tempo delle attese, delle riflessioni è finito. La Radio merita finalmente di entrare a pieno titolo nel digitale. Ovviamente quello terrestre. Abbiamo dovuto attendere per oltre venti anni che si liberasse la banda VHF, usata senza limiti dai servizi televisivi ed in particolare dalla Rai, per poter disporre del piano nazionale delle frequenze per il servizio DAB. Attendiamo fiduciosi la delibera dell’Agcom. Nella consultazione abbiamo avuto modo di verificare, approfondire i contenuti del piano che ha ricevuto la nostra approvazione.



Se l’Italia svendesse le frequenze FM in uso da quasi cinquanta anni ai paesi ex Jugoslavia, allora avremmo immediatamente un ottimo accordo, ma non avremmo più la Radio

Si può fare sempre meglio, ma in questo momento e nella circostanza in cui ci troviamo la proposta presentata è la migliore possibile. Del resto il famoso tavolo adriatico è in stallo da oltre un anno e non vediamo alcun segnale positivo all’orizzonte. Se l’Italia svendesse le frequenze FM in uso da quasi cinquanta anni ai paesi ex Jugoslavia, allora avremmo immediatamente un ottimo accordo, ma non avremmo più la Radio. Quindi ripeto non c’è altro tempo. Se, come avete pubblicato, esistessero pressioni sull’Autorità per ritardare ulteriormente l’emanazione del Piano, sarebbe molto grave. Agcom è totalmente indipendente, non posso credere che accetterebbe mai interferenze.


Plauso ad Agcom

(NL) – Sembra che Agcom abbia tirato fuori il coniglio dal cappello: un Piano DAB che potrebbe soddisfare tutti. Anche sull’adriatico, dove l’assenza di un accordo sembrava bloccare tutto.

(Eduardo Montefusco) – Abbiamo totale fiducia nell’azione di Agcom. In questo frangente ha dimostrato grande sensibilità verso il settore radiofonico, ha operato con totale trasparenza e con elevatissima professionalità tecnica, superando ostacoli che per altri sembravano insormontabili.



Piano temporaneo ma soddisfacente

Il Piano è stato definito “temporaneo” per evidenti motivi in relazione ai futuri eventuali accordi con i paesi adriatici. In ogni caso, per quanto abbiamo appreso, è un piano che può soddisfare tutte le esigenze e dare piena stabilità al settore sviluppando definitivamente il DAB. Dobbiamo ringraziare l’Autorità per aver avuto la forza e l’indipendenza necessaria per assolvere a questo obbligo.


Pretese estere inaccettabili

(NL) – Ciò significa che non siamo più sotto scacco dei paesi esteri che pretendevano il sacrificio della nostra FM?

(Eduardo Montefusco) – Certamente. Del resto dopo oltre tre anni di trattative per le frequenze VHF non c’erano più le condizioni. Le pretese di alcuni paesi erano e sono inaccettabili per l’Italia. Se qualcuno pensa diversamente significa che non ha compreso il valore e il servizio – ricordiamo servizio pubblico – che svolge la Radio pubblica e privata del nostro paese.



Il coordinamento delle frequenze FM non era e non può essere oggetto di negoziato a quel tavolo

Chi vuole unire indissolubilmente questi due importanti aspetti compie un grave errore. Direi non comprende la nostra storia e la nostra realtà. Il Piano Ginevra 84 per le frequenze FM non è mai stato ratificato, era sbagliato e inapplicabile. Lo ha detto a suo tempo il governo, lo abbiamo ripetuto per decenni. Con piena acquiescenza di tutti i governi e istituzioni che hanno operato nelle comunicazioni in questi lunghi quaranta anni.


Chirurgia FM o ricostruzione integrale?

(NL) – Nel TUSMAR ci sono però chiari riferimenti alle problematiche interferenziali FM. Come sarà gestita la questione? Interventi mirati o Piano FM?

(Eduardo Montefusco) – Non c’è al momento una risposta. Il nuovo TUSMAR a fatica ha trovato nel testo finale un compromesso con un specifica gradualità di iniziative. Un percorso lungo e difficile legato all’evoluzione del mercato della radio DAB. Non si possono stravolgere i tempi e le regole.


Qualsiasi piano FM sconvolgerebbe il mercato radiofonico che com’è noto non vive una stagione d’oro. Salterebbero centinaia di aziende. Se è questo ciò che si vuole lo si dica senza infingimenti

Posso solo ricordare che qualsiasi piano FM sconvolgerebbe il mercato radiofonico che com’è noto non vive una stagione d’oro. Salterebbero centinaia di aziende. Se è questo ciò che si vuole lo si dica senza infingimenti.


Anche noi lamentiamo interferenze e l’utilizzo improprio di potenze e impianti inutili

(NL) – Dall’altra parte dell’Adriatico ci accusano di avere troppi impianti FM…

(Eduardo Montefusco) – Per formulare accuse servono prove e non solo enunciazioni. Anche noi lamentiamo interferenze e l’utilizzo improprio di potenze e impianti inutili. Lo ripeto: il Piano Ginevra 84 non è applicabile, oltretutto è frutto di un’altra epoca politica e geografica.



Posso capire che a qualcuno non è piaciuta la versione finale del TUSMAR ed avrebbe preferito la prima versione che poteva spazzar via la radio italiana senza rendere conto a nessuno

(NL) – Quindi che si fa? Si lascia tutto così com’è?

(Eduardo Montefusco) – L’articolo 50 del TUSMAR è chiaro. Posso capire che a qualcuno non è piaciuta la versione finale ed avrebbe preferito la prima versione che poteva spazzar via la radio italiana senza rendere conto a nessuno. Adesso è in vigore il testo approvato e quello va osservato da parte di tutti, anche nostra ovviamente. Non ci sono scorciatoie. La sequenza degli adempimenti è chiara e va rispettata a partire dall’immediata approvazione del piano DAB. Poi seguiremo ogni evoluzione sicuri della vigilanza di Agcom.


Sono un sostenitore del DAB da alcuni decenni, ben prima di chi oggi propone lo switch off

(NL) – Se poi è vero che nel 2025 il DAB avrà superato la FM, forse del Piano FM non vi sarebbe nemmeno più bisogno?

(Eduardo Montefusco) – Voglio essere diretto e chiaro. Sono un sostenitore del DAB da alcuni decenni, ben prima di chi oggi propone lo switch off. Il DAB si sta sviluppando con grande successo. E’ una tecnologia meravigliosa che poteva trovare ancora più spazio se fosse stata pianificata secondo le disposizioni della lontana legge del 2001. Si ho detto bene del 2001. Oggi l’estensione dei servizi è inarrestabile anche se legato al mercato dell’auto. Tutti noi sappiano della sua fase critica.



Parlare di date e di superamenti è un gioco di simulazione poco reale, direi fuorviante

Per rispondere alla domanda, vedremo quando sarà quel giorno, lavoriamo intensamente. Intanto siamo soddisfatti dei risultati raggiunti sia per la copertura sia per la diffusione dei ricevitori che hanno superato i dieci milioni di esemplari.
sc96
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Fonte: https://www.aeranticorallo.it/ormai-imm ... itali-dab/

Ormai imminente l’approvazione del nuovo piano di assegnazione delle frequenze radiofoniche digitali dab+

Il nuovo Piano nazionale di assegnazione delle frequenze per il servizio di radiodiffusione sonora in tecnica digitale dab+ dovrebbe essere approvato dal Consiglio dell’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni nella prossima riunione, prevista entro fine mese.

Nel corso del relativo procedimento, Aeranti-Corallo ha espresso l’insoddisfazione del comparto radiofonico locale sulla situazione generale della radiofonia digitale. Infatti, mentre gli operatori nazionali operano da anni sulla base di autorizzazioni sperimentali, l’emittenza locale ad oggi non può operare in svariate regioni italiane.

In merito allo schema di nuovo Piano proposto dall’Autorità, Aeranti-Corallo ha evidenziato, nel corso del procedimento, che il numero delle reti previste per le radio locali non è sufficiente a garantire il trasporto delle imprese radiofoniche locali analogiche attualmente operanti, creando una inaccettabile carenza di capacità trasmissiva.

L’Agcom dovrebbe ora avere individuato delle risorse aggiuntive rispetto a quelle originariamente previste dal documento di consultazione.
Occorrerà, comunque, verificare che tali risorse siano effettivamente in grado di garantire l’avvio del digitale in ogni regione italiana per tutte le imprese radiofoniche locali attualmente operanti.
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Fonte: https://www.newslinet.com/agcom-approva ... -lancette/

Agcom approva Piano DAB. Ora che succederà? Il rischio delle lancette

Agcom ha rispettato gli impegni e, come avevamo anticipato, ha approvato il 27/07/2022 il Piano per l’assegnazione delle frequenze per la radiodiffusione sonora in tecnica digitale (cd. Piano DAB). Il risultato, poste le premesse (mancata definizione del coordinamento internazionale delle frequenze sull’area adriatica), grazie ad un attento lavoro dell’Autorità, per fortuna, supera le cupe previsioni iniziali. Così, pur permanendo una scarsità di risorse per le radio locali, con alcuni accorgimenti, l’elaborato pianificatorio dovrebbe consentire di traghettare l’esistente e integrare l’offerta in vaste aree del territorio italiano. Ora che l’Ente di garanzia nelle tlc ha compiuto la sua parte, si profila però un’altra imminente (ed essenziale) necessità. Per non vanificare il lavoro fin qui svolto.



Piano DAB

Come noto, al Piano di assegnazione delle frequenze segue… l’assegnazione. Ferma restando la necessità di adeguare la superata delibera 664/09/CONS da parte dell’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni, il Ministero dello sviluppo economico dovrà redigere e pubblicare i testi dei bandi che consentiranno ai consorzi di partecipare alle procedure di assegnazione dei diritti d’uso.


Consultazioni pubbliche

Presumibile che prima saranno pubblicate delle consultazioni pubbliche, come accaduto con l’attribuzione delle frequenze del digitale televisivo terrestre, a cui quelle per l’esecuzione del Piano DAB si uniformeranno.


Beauty contest

Il modello sarà quello del beauty contest, tenuto conto che in tante aree tecniche i consorzi saranno più delle frequenze disponibili e quindi non tutte le richieste riceveranno soddisfazione. La competizione verterà in gran parte sul rispetto dei vincoli di servizio (pdv), dove in molti operatori (anche nazionali) sono caduti in occasione dell’attribuzione dei diritti d’uso tv.


Occhio al condominio

Ma anche sui requisiti dei soci dei consorzi, che determineranno il punteggio dell’ente aggregativo e che in molti sono convinti creeranno non pochi problemi.


Il problema

E’ chiaro che una complessa procedura di questo tipo non si esaurirà in pochi mesi. Assumendo a riferimento la fase specifica del refarming tv (cioè quella di attribuzione dei diritti d’uso), difficilmente si concluderà prima di un anno.


Offerta digitale integrata

Tuttavia, dopo lustri di incertezza, le emittenti locali nell’ultimo anno hanno finalmente avuto uno sbocco consistente sul DAB, anche se non in maniera uniforme sul territorio nazionale. Ciò ha condotto ad una forte integrazione dell’offerta (precedentemente relegata a fornitori di contenuti nazionali), risultata gradita all’utenza e che ha favorito l’affermazione del modello digitale via etere.


Radio locali in sicurezza (sul DAB)

E’ quindi assolutamente necessario evitare che le autorizzazioni sperimentali concesse ai consorzi locali perdano d’efficacia nelle more delle procedure di attribuzione dei diritti d’uso definitivi, con la conseguente vanificazione dei progressi fin qui maturati.


Provvedimento di estensione della validità dei titoli sperimentali

Occorre quindi intervenire senza alcun indugio – e con determinazione – affinché un deleterio scenario di questo tipo non si verifichi. Le emittenti locali devono, da subito, adoperarsi affinché la decorrenza dei termini della sperimentazione non porti le lancette dell’evoluzione digitale radiofonica indietro di due anni. E sia loro ben chiaro che saranno sole in questa nuova battaglia, perché gli interessi delle nazionali (già stabilizzate sul DAB) sul punto non sono convergenti.
sc96
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Fonte: https://www.newslinet.com/radio-pubblic ... -digitale/

Radio. Pubblicato il PNAF DAB (provvisorio). Online la Delibera n. 286/22/CONS recante il piano delle frequenze VHF per la radio digitale

Delibera n. 286/22/cons

Finalmente pubblicata dall’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni l’attesissima Delibera n. 286/22/CONS recante il Piano nazionale provvisorio di assegnazione delle frequenze in banda VHF-III per il servizio di radiodiffusione sonora in tecnica digitale DAB+ (PNAF DAB).


La Delibera n. 286/22/CONS

Qui la delibera che disciplina la pianificazione della radio digitale


Gli allegati alla Delibera n. 286/22/CONS

Allegato 1: Blocchi DAB pianificati per le reti nazionali e locali
Allegato 2: Documento di pianificazione
Annesso 1 dell’All. 2: PDV nazionali ed esteri
Annesso 2 dell’All. 2: Elenco siti candidati


Approfondimenti

Seguiranno a breve approfondimenti sull’importante tema che impegnerà tutti gli editori radiofonici nei prossimi mesi.
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