Info e news generiche sul DAB/DAB+/DMB

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SalvatorePA92
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Info e news generiche sul DAB/DAB+/DMB

Messaggio da SalvatorePA92 »

Su questo 3D verranno inserite tutte le news e le info riguardanti il DAB/DAB+/DMB.
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SalvatorePA92
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Re: Info e news generiche sul DAB/DAB+/DMB

Messaggio da SalvatorePA92 »

Da questa mattina sul sito ufficiale di DAB Italia e sulla pagina Facebook, sono arrivato le condizioni di accesso per il mux DAB Italia.

https://www.dab.it/home/dab-italia/cond ... di-accesso
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sc96
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Info e news generiche sul DAB/DAB+/DMB

Messaggio da sc96 »

Fonte: https://www.newslinet.com/radio-dab-agc ... prorogato/

Radio. DAB+. Agcom publicherà entro poche settimane il Piano. Ma cosa succederebbe se lo switch-off tv del giugno 2022 venisse prorogato?

Giugno 2022 data (in)valicabile per lo switch-off tv? Mentre appare sempre più probabile una proroga dei primi spegnimenti dei canali DTT locali previsti nel secondo semestre 2021 a causa dei ritardi accumulati nel processo di refarming della banda 700 MHz, si sta cominciando a discutere anche di uno spostamento della scadenza (finale) di giugno 2022. Il tutto mentre Agcom si prepara a pubblicare il Piano delle frequenze per la radio digitale.



Le emittenti locali tv favorevoli ad uno slittamento dello switch-off tv

Favorevoli ad un eventuale spostamento di tale termine si sono dichiarati nei giorni scorsi, su queste pagine, gli esponenti dei due principali sindacati di categoria: Maurizio Giunco di Confindustria Radio Tv (“Ritengo che si debba iniziare a lavorare, per prevedere lo switch-off a fine 2022“) e Marco Rossignoli di Aeranti-Corallo (“Se si aprisse uno scenario in tal senso, Aeranti-Corallo sarebbe estremamente favorevole“).


…. e forse anche le Telco

Ma anche le compagnie telefoniche potrebbero non essere contrarie, per esigenze contingenti di natura economica-finanziaria. Fermo restando, naturalmente, l’inevitabile coordinamento internazionale con gli stati confinanti che decidessero di partire con il 5G nei termini inizialmente fissati a livello UE.



Le forche caudine del giugno 2022

Tuttavia, uno slittamento dello switch-off del giugno 2022 potrebbe incidere sull’ormai improcrastinabile sviluppo della radio digitale DAB+. Per la quale Agcom – a quanto risulta a questo periodico – si prepara alla pubblicazione del Piano nelle prossime settimane. Ma la cui attuazione sarà inevitabilmente connessa alle vicende del refarming della banda 700 MHz, posta la condivisione di alcune frequenze con la televisione.


Riciclo frequenziale

Come uscire da questa empasse?
Nell’ipotesi di uno spostamento della deadline di giugno 2022 una soluzione che potrebbe contemperare le esigenze delle parti coinvolte potrebbe essere quella di sfruttare i canali UHF (sotto i 700 MHz) oggetto di rottamazione anticipata da parte delle tv locali.


Immediata dismissione delle frequenze VHF della tv

L’adesione alla rottamazione anticipata (volontaria) scaduta nei giorni scorsi pare infatti sia stata rilevante. Una quota di tali risorse radioelettriche potrebbe, nella citata prospettazione, essere immediatamente destinata agli attuali utilizzatori televisivi della banda VHF (prevalentemente RAI) per una dismissione (obbligatoria). Così facendo, quand’anche venisse prorogata la scadenza finale (giugno 2022), potrebbero essere destinati al DAB+ le frequenze televisive previste.


Esigenze primarie e secondarie

Parliamo chiaramente del reimpiego delle frequenze UHF inferiori ai 700 MHz residuate dopo il soddisfacimento delle necessità primarie di risintonizzazione dei canali degli operatori nazionali allocati nella banda 700 MHz e della risoluzione delle interferenze internazionali.
SalvatorePA92
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Re: Info e news generiche sul DAB/DAB+/DMB

Messaggio da SalvatorePA92 »

Intanto se prima non accade lo Switch Off 2.0, le emittenti locali su Palermo e Trapani neanche possono utilizzare il VHF 11 (almeno su Palermo) in quanto è utilizzato dalla Rai per il Mux 5 sperimentale, unica frequenza pronta per accendere al momento è solo il 12D, però a quanto pare non tutte le emittenti sono pronte per il DAB+
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Messaggio da sc96 »

Fonte: https://dtvsicilia.it/2022/05/28/radio- ... attendono/

Radio. PNAF DAB+: vicini a pubblicazione. Necessario per sviluppo e stabilizzazione sistema radio, ma sarà quello che editori si attendono?

Nonostante non sia ancora definito il coordinamento internazionale delle frequenze sulla costa adriatica, sarebbe imminente la pubblicazione da parte dell’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni del Piano nazionale di assegnazione delle frequenze per la radio digitale (PNAF DAB+), cui seguiranno i bandi di attribuzione dei diritti d’uso ai consorzi.



Passaggio essenziale per lo sviluppo e la stabilizzazione della radiofonia

Si tratta di un passaggio essenziale per lo sviluppo e la stabilizzazione della radio digitale via etere (DAB+), che uscirà dalla fase interinale per porter guardare con certezza al futuro.


Automotive maturo

Il progressivo sviluppo del mercato dei ricevitori (ovviamente quelli legati all’automotive, considerato che la penetrazione nell’indoor è insignificante), impone l’adozione delle misure regolamentari necessarie per garantire l’adeguamento del sistema.


Le disposizioni del TUSMAR sull’uso efficiente e pluralistico della risorsa radioelettrica, con uniforme copertura e razionale distribuzione

Ricordiamo che l’art. 50 c. 5 del D. Lgs. 208/2021 (cd. nuovo TUSMAR) dispone che “L’Autorità adotta e aggiorna i piani nazionali di assegnazione delle frequenze per il servizio di radiodiffusione terrestre considerando le codifiche o standard piu’ avanzati per consentire un uso piu’ efficiente dello spettro nonché garantendo su tutto il territorio nazionale un uso efficiente e pluralistico della risorsa radioelettrica, una uniforme copertura, una razionale distribuzione delle risorse fra soggetti operanti in ambito nazionale e locale, in conformità con i principi di cui all’articolo 11. Per la pianificazione delle frequenze in ambito locale è adottato il criterio delle aree tecniche” (già impiegato per il DTT).


Dopo il refarming banda 700 MHz il PNAF DAB+

Quello del PNAF DAB+ è, evidentemente, un processo che presuppone la conclusione del refarming della banda 700 MHz, che, come noto, terminerà appunto il 30/06/2022 (sul piano formale).


Attese ben riposte?

Il problema però è: siamo sicuri che il PNAF sarà quello che gli operatori si aspettano?
sc96
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Messaggio da sc96 »

Fonte: https://www.newslinet.com/radio-interro ... izione-fm/

Radio. Interrogazione parlamentare: editori nazionali preoccupati per stallo DAB+ su questione adriatica e prospettive di restrizione FM

Dopo quella relativa ai tavoli tecnici connessi al refarming della banda 700 MHz, è stata presentata una interrogazione parlamentare, che ricalca in gran parte i contenuti di un recente articolo di questa testata.
Nel testo del question time alla IX Commissione Permanente (Trasporti, poste e telecomunicazioni) della Camera dei deputati, si richiama tra gli editori radiofonici nazionali la “forte preoccupazione” a riguardo delle “iniziative che saranno a breve assunte per il futuro del settore e in particolare dopo il refarming della banda 700 MHz che terminerà il 30/06/2022“. Al centro dell’attenzione la questione degli accordi per l’area adriatica (sia DAB+ che FM).


Risorse frequenziali per il DAB+ dopo il refarming

Al termine del refarming, infatti, “per la Radiofonia ci saranno numerose risorse frequenziali che dovranno essere messe a disposizione attraverso la redazione di uno specifico piano DAB da parte dell’Agcom”.


Coordinamento internazionale. Ingessata area adriatica

“Tuttavia, al fine di procedere in modo efficiente e stabile alla suddetta pianificazione DAB, l’Italia dovrà anche portare a termine la trattativa internazionale con i Paesi dell’Adriatico, ma tale trattativa è ingessata da oltre un anno e di conseguenza l’AGCOM non può procedere alla pianificazione definitiva delle risorse da assegnare al DAB“.


Data da destinarsi

In questo contesto, “il Ministero dello Sviluppo Economico ritiene di dover attendere la pianificazione di Agcom per poter procedere all’attivazione degli impianti sulle frequenze regolarmente assegnate, con il rischio che questo possa tradursi a una vera e propria “data da destinarsi”, nel frattempo rilasciando agli operatori di rete radiofonica locale autorizzazioni DAB con l’espediente della “sperimentazione”.


FM ristretta (non solo quella adriatica)

“In tale quadro di incertezza, risulta agli interroganti che il Ministero vorrebbe ulteriormente restringere la pianificazione dell’FM addebitando tale compressione a situazioni interferenziali“.


Quali sono i motivi ostativi alla chiusura dell’accordo sull’area adriatica?

Per tali motivi, gli interroganti chiedono al Ministero “quali siano le ragioni che ancora oggi ostacolano la chiusura dell’accordo con i Paesi dell’Adriatico, tenuto conto che il tavolo è stato aperto oltre tre anni fa, e le tempistiche per la definizione dello stesso, nonché le motivazioni per le quali ai soli operatori di rete radiofonica nazionale privati viene impedita l’estensione del servizio DAB dopo oltre 20 anni di attività e cospicui investiti nel settore”.


Risponde (nuovamente) Gilberto Pichetto Fratin

All’interrogazione ha fornito risposta anche questa volta il viceministro allo Sviluppo Economico Gilberto Pichetto Fratin: “Con l’interrogazione in esame si chiedono chiarimenti sullo stato di avanzamento delle attività di pianificazione e di assegnazione delle frequenze radiofoniche in standard DAB (Digital Audio Broadcasting) sulla banda 700 MHz.


Relata refero

A riguardo, sentiti gli Uffici competenti del Ministero dello sviluppo economico, si rappresenta quanto segue.
In primo luogo, occorre evidenziare che attualmente siamo di fronte a una seconda e profonda trasformazione delle tecnologie delle telecomunicazioni, cominciata nella seconda metà del 2021.


Transformers

La prima trasformazione, infatti, è avvenuta oltre 10 anni fa, dal 2008 al 2012, con il cosiddetto switch off, ovvero con lo « spegnimento » della televisione analogica tradizionale e il conseguente passaggio a quella digitale. Oggi, invece, assistiamo ad una seconda conversione tecnologica delle trasmissioni, che risulta necessaria per sopperire a una riduzione della banda UHF per la cessione di una parte della risorsa (la cosiddetta banda 700 MHz, ossia i canali dal 49 al 60) al 5G.


Il quadro regolamentare nazionale

All’origine del cambio di destinazione si pongono sia le delibere dell’Agcom a riguardo, che la decisione n. 899 del 2017 del Consiglio e del Parlamento europeo. In proposito, infatti, la delibera Agcom n. 664/09/CONS ha stabilito che l’uso delle frequenze VHF per la radio digitale deve essere effettuato nel rispetto degli accordi internazionali, della normativa dell’Unione europea e di quella nazionale, nonché dei piani nazionali di ripartizione e di assegnazione delle frequenze e delle disposizioni in materia contenute nel regolamento Agcom.


E quello UE

Inoltre la citata decisione europea ha imposto, a partire dal 30 giugno 2020, il passaggio della banda 700 MHz alle comunicazioni mobili. In particolare, la decisione n. 899 del 2017, nel riconoscere l’importanza che il digitale rappresenta in parecchi Stati membri europei per la radio diffusione, ha previsto specifiche tutele e modalità operative, per regolare la cessione della banda 700 MHz alla telefonia mobile.


Accordi raggiunti e da raggiungere

Per quanto di competenza, si sottolinea che con riferimento alle frequenze della banda VHF, destinate al DAB e al servizio televisivo, l’Italia ha già concluso accordi internazionali con Francia, Monaco, Svizzera, Austria, Città del Vaticano e Malta, mentre sono in corso le trattative per finalizzare un analogo accordo di ripartizione con i paesi del versante adriatico (Slovenia, Croazia, Bosnia-Erzegovina, Montenegro, Albania, Grecia).


Area adriatica sul tavolo dal 2019

Il tavolo di lavoro adriatico, com’è stato ricordato anche dagli onorevoli interroganti, è stato avviato nel 2019, e ha dovuto confrontarsi con una oggettiva complessità dovuta all’estensione geografica dell’area interessata e al numero di amministrazioni coinvolte. Grazie al contributo fattivo della rappresentanza italiana, che ha proposto e realizzato una procedura innovativa di ottimizzazione, è stata individuata e consolidata una ripartizione frequenziale migliorativa rispetto allo stato attuale.


Nuovo tavolo per la questione adriatica

È indubbio, dunque, che la firma dell’accordo permetterebbe di completare il quadro delle frequenze DAB utilizzabili su tutto il territorio nazionale. È previsto nelle prossime settimane un ulteriore incontro per cercare di concludere l’accordo con i Paesi adriatici.


Fino al 30/06/2022 frequenze VHF ad uso tv

Si precisa infine che le frequenze VHF oggetto del Piano DAB sono attualmente ad uso televisivo e saranno liberate dopo il prossimo 30 giugno 2022, pertanto l’eventuale Piano DAB potrà essere reso operativo solo dopo tale data.


Certezze. Maggiori

In conclusione, l’auspicio è quello di arrivare quanto prima a un accordo con i Paesi del versante adriatico e garantire agli operatori del settore una maggiore certezza con riferimento all’utilizzo delle frequenze radiofoniche DAB, anche alla luce degli investimenti effettuati a riguardo. Per quanto di competenza, il Ministero dello sviluppo economico si adopererà in tal senso”.
sc96
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Messaggio da sc96 »

Fonte: https://www.newslinet.com/radio-ecco-in ... emittenti/

Radio. Ecco in anteprima il PNAF DAB+ di Agcom. Si delinea lo scenario digitale. Consultazioni in corso con le rappresentanze delle emittenti

Agcom ha definito per il mese di giugno 2022 le consultazioni con le rappresentanze delle emittenti radiofoniche in vista dell’adozione del Piano Nazionale di Assegnazione delle frequenze in Banda III per il servizio di radiodiffusione sonora in tecnica digitale DAB+ (cd. PNAF DAB) avviato con delibera n. 13/19/CONS.
I soggetti di cui all’articolo 1, comma 6), lettera a), punto 2 della legge n. 249/1997, saranno auditi nelle prossime settimane.
L’associazione MAVE (Media Audiovisivi Europei), che ha reso disponibile a NL il documento, sarà ascoltata da Agcom il 22/06/2022 e porterà una serie di osservazioni che sta elaborando e per il quale, tramite il nostro periodico, intende raccogliere contributi (che possono essere inviati a redazione@newslinet.it).


I coordinamenti del PNAF DAB

Il PNAF DAB si fonda sui seguenti coordinamenti internazionali.


Area di coordinamento Italia-Svizzera

Coordination Agreement between the Administrations of Italy and Switzerland regarding a terrestrial frequency DVB T and T DAB Plan in the VHF band, firmato in data 04/05/2018.


Area di coordinamento Italia-Austria

Coordination Agreement between the Administrations of Italy and Austria regarding broadcasting assignments in the band 174 to 230 MHz, firmato in data 11/10/2018


Area di coordinamento Italia-Malta

Frequency Coordination Agreement between the Administrations of Malta and Italy for the use of radio spectrum in the 174 230 MHz band, firmato in data 11 ottobre 2019 e Addendum to the Frequency Coordination Agreement between the Administrations of Malta and Italy for the use of radio spectrum in the 174 230 MHz band signed on 11 th October 2019, firmato in data 22/01/2020.


Area di coordinamento tirrenica (Francia, Monaco, Città del Vaticano)

Agreement between the competent administrations of France, Italy Monaco and Vatican City State concerning the frequency co ordination of Digital Terrestrial Television and Digital Sound Broadcasting in the frequency band 174 230 MHz (VHF Band III), firmato in data 31/01/2020 da Francia, Italia e Città del Vaticano e in data 02/06/2020 da Monaco.


Aree di coordinamento adriatica (Slovenia, Croazia, Montenegro, Albania), Italia-Grecia, Italia-Tunisia, Italia-Libia, Italia-Algeria, Italia-Spagna

Accordo di Ginevra 2006.

Immagine


Il contesto per il PNAF DAB

La pianificazione si fonda sulla disponibilità della Banda VHF III destinata alla radiofonia digitale ad eccezione dei canali strettamente necessari al completamento della Rete televisiva nazionale n. 12, con frequenze pianificabili solo se internazionalmente attribuite all’Italia e dopo il 30/06/2022 (termine per la liberazione della banda VHF III da attuali usi televisivi).


Schema di Piano per le reti nazionali

Il Piano prevede 3 reti nazionali DAB con struttura sostanzialmente 3-SFN e configurazione delle macroaree equivalente tra le tre reti, con rilascio di un singolo diritto d’uso per rete.


Le tre reti nazionali

Nelle mappe seguenti viene illustrata la configurazione delle tre reti con gli specifici blocchi DAB pianificati.

Immagine


Schema di PNAF DAB

Lo schema Agcom prevede la pianificazione per ciascun bacino 2 reti a copertura regionale (Layer locale n 1 e Layer locale n 2), con decomponibilità a livello sub regionale vincolata dal coordinamento internazionale e struttura 1 SFN o k SFN.


L’ulteriore rete regionale decomponibile

In tutti i bacini (esclusi quelli del poligono adriatico) è pianificata un’ulteriore rete regionale con decomponibilità sub regionale (Layer locale n 3).


Diritto d’uso per ciascuna rete regionale

Nel PNAF DAB è previsto il rilascio di un diritto d’uso per ciascuna rete a estensione regionale.


Le tre reti

Nelle mappe seguenti viene illustrata la configurazione delle predette 3 reti con gli specifici blocchi DAB pianificati.

Immagine


Le 4 reti in più

Con risorse aggiuntive disponibili dal coordinamento sono pianificate ulteriori 4 reti a copertura regionale (Lombardia, Lazio e Sicilia) e ulteriori 7 reti a copertura provinciale o pluri provinciale (Torino 1, Torino 2, Roma-Latina-Frosinone, Napoli-Salerno, Napoli, Palermo-Messina, Palermo).


Il diritto

E’ previsto il rilascio di un diritto d’uso per ciascuna delle reti aggiuntive per il relativo bacino


La configurazione

Nelle mappe seguenti viene illustrata la configurazione delle predette reti con gli specifici blocchi DAB pianificati

Immagine


Considerazioni sul PNAF DAB

Qui per scaricare il documento Agcom di consultazione in pdf. Nei prossimi giorni pubblicheremo una serie di considerazioni a riguardo del PNAF DAB.
Ultima modifica di sc96 il 17/07/2022, 21:12, modificato 1 volta in totale.
sc96
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Messaggio da sc96 »

Fonte: https://www.newslinet.com/radio-col-pna ... con-agcom/

Radio. Col PNAF DAB non devono essere commessi gli stessi errori del DTT. Intervenire in sede di consultazione con Agcom

Come anticipato da NL, dal 21/06/2022 inizieranno le consultazioni di Agcom con gli enti esponenziali dei radiofonici in vista dell’adozione del Piano Nazionale di Assegnazione delle frequenze in Banda III per il servizio di radiodiffusione sonora in tecnica digitale DAB+ (cd. PNAF DAB) avviato con delibera n. 13/19/CONS.


Non commettere due volte gli stessi errori

L’auspicio è che non si ripetano i gravi errori commessi dagli operatori televisivi con il refarming della banda 700 MHz, di cui comunque il PNAF DAB+ è figlio, fondandosi sulle frequenze (VHF) liberate dalla tv.



Vincoli non vincolanti per i radiofonici

A partire da vincoli di CU (unità di capacità), che quand’anche fissati ad un valore predefinito, devono poter essere variabili su decisione dell’interessato (l’emittente). In altri termini, se ad un concessionario socio del consorzio destinatario del diritto d’uso spettano 72 CU di diritto, per sua scelta essi dovranno poter essere ridotti nella misura richiesta (es. 36 CU) a beneficio dell’offerta all’utenza.


L’impossibile non esiste

L’esperienza del DTT ha infatti insegnato che fissare un valore invalicabile (in riduzione) di 1,5 Mbit/s (peraltro elevato dal Mise dalla soglia di 1,0 inizialmente fissata da Agcom) crea più danni che benefici. Come del resto era prevedibile, in quanto il mercato si autoregola alla presenza di continui avvicendamenti tecnologici che, anche a distanza di pochi mesi, consentono ottimizzazioni prima impossibili.


Moltiplicazione dei pani. E quindi dei pesci

Analogamente, occorre porre la massima attenzione sul massimo sfruttamento possibile delle risorse scarse riservate ai radiofonici, cioè le frequenze coordinate, utilizzando massimamente la decomponibilità delle reti su scala provinciale (pure prevista per il DTT ma non attuata).



Sistema eterogeneo figlio del campo 69 della scheda B ex art. 32 L. 223/1990

Diversamente, sarà praticamente impossibile conciliare le esigenze eterogenee del sistema radiofonico locale, fortemente polverizzato su scala provinciale (modello sul quale si era ispirata la Del. 664/09/CONS).


Correttivi. Ora

Le dolorose vicende del DTT ci hanno insegnato che i correttivi ex post, se non impossibili, sono sicuramente difficilmente realizzabili. Quindi è in sede di consultazione pubblica che le criticità vanno affrontate con determinazione e risolte. Senza indugio.
sc96
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Fonte: https://www.newslinet.com/radio-pnaf-da ... rastibile/

Radio. PNAF DAB+, Agcom pronta a pubblicarlo. Ma si comincia a parlare di incomprensibili slittamenti. CRTV: intervento non più procrastibile

Agcom, come ha anticipato NL, ha concluso velocemente il suo compito ed il PNAF per la radio digitale sarebbe già pronto per la pubblicazione. Un click e via, insomma. Ma allora perché in queste ore si parla di slittamenti?

Certamente il PNAF per la stabilizzazione della radio digitale è solo un elemento di una articolata procedura ad ampio raggio per l’innovazione del settore, che passa anche da ciò che nuovo non è, come la modulazione di frequenza. E forse alcune resistenze deriverebbero proprio da queste interazioni.


PNAF DAB+ non più procrastinabile

“La pianificazione delle frequenze del DAB+, non più procrastinabile, pone con urgenza il tema politico di una visione strategica dello sviluppo del settore radiofonico”, spiega in una lettera inviata al Ministro del MISE Giorgetti e alla sottosegretaria Ascani Franco Siddi, presidente di Confindustria Radio Tv in un momento in cui si stanno rincorrendo voci a riguardo di uno slittamento della pubblicazione del PNAF DAB+ finché non sia definita la più ampia questione adriatica.


Tavolo di confronto con operatori

D’altra parte, la stessa nota di CRTV è accompagnata da una relazione di dettaglio sulle criticità e le istanze del settore e, soprattutto, con essa si chiede la costituzione presso il MISE di un Tavolo di confronto e di lavoro costruttivo, analogamente a quanto fatto con il refarming della Banda 700 MHz.


Passaggi non siano inciampi

“Gli operatori richiedono certezze, al fine di poter garantire e consolidare le attività di programmazione e innovazione indispensabili, e perché ci sono passaggi amministrativi e regolamentari che rendono urgente un punto sulla visione strategica per la radiofonia italiana“, sottolinea CRTV.


Agcom ha fatto quello che doveva fare per il PNAF DAB+

“Per quanto riguarda la pianificazione delle frequenze digitali, come noto, nelle ultime settimane l’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni ha posto in consultazione il Piano Nazionale di assegnazione delle frequenze in banda III VHF per il servizio di radiodiffusione sonora in tecnica digitale DAB“, spiega l’ente esponenziale.


Ma oltre al PNAF DAB+ ci sono anche le questioni FM

“Tuttavia, oltre alle criticità per le intese internazionali sulle risorse frequenziali dell’Area Adriatica, che sussistono, si pongono questioni relative alla operatività e all’attivazione degli impianti nonché alle prospettive e l’evoluzione dell’assetto frequenziale dell’FM.


No a soluzioni interferenziali col macete

Eventuali azioni di razionalizzazione finalizzate a eliminare o minimizzare le situazioni interferenziali devono avvenire previa verifica di tali situazioni in contraddittorio tra le parti interessate”, indica il documento associativo.


Switch-off FM/DAB

Riguardo all’eventuale avvio dello switch off FM/DAB, oggi esso rappresenterebbe la totale svalutazione degli asset delle aziende radiofoniche e rischierebbe di compromettere in maniera significativa l’unico driver di ricavi per le aziende del settore ovvero la pubblicità, già penalizzata dalla concorrenza degli OTT e dalla situazione economica generale.


Symulcasting

Secondo CRTV, “le trasmissioni radiofoniche digitali dovranno quindi affiancare quelle analogiche ma non sostituirle. L’eventuale revisione da parte dell’Agcom del PNAF analogico dovrà avvenire solo dopo il pieno sviluppo del mercato radiofonico digitale Dab+ , ivi inclusa la rilevazione degli ascolti e l’adeguata diffusione dei ricevitori”.


Assetto frequenziale e transizione gestita al DAB, ma anche revisione di norme inadeguate che penalizzano il settore

“L’industria radiofonica richiede interventi migliorativi sulla disciplina del diritto d’autore e dei diritti connessi, nonché verifica su comportamenti elusivi di norme che generano incertezza del mercato, concorrenza sleale e svalutazione degli asset delle imprese del settore.


Servizio radiofonico

Le radio forniscono un vero e proprio servizio pubblico e sono garanzia di affidabilità, libertà, pluralismo, ma necessitano di un progetto di sviluppo industriale e regolamentare ad ampio raggio, sostenibile e condiviso”, conclude CRTV.
sc96
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Fonte: https://www.newslinet.com/radio-paolo-s ... pensabile/

Radio. Paolo Salvaderi (Radiomediaset): subito Piano DAB, poi valutazione problematiche FM. Ma pianificazione analogica ormai è impensabile

https://www.newslinet.com/wp-content/up ... af-dab.png

Paolo Salvaderi (Radiomediaset): col Piano DAB+ abbiamo aspettato fin troppo. A chi pensa che prima debbano essere risolti i problemi FM rispondo: la normativa è molto chiara, prima il Piano DAB e poi si ragionerà, tutti insieme, su eventuali interventi e possibili ricadute.
Gli impianti oggi attivi nel nostro paese sono tutti utili e necessari per il servizio. E’ azzardato definirli inutili da chi il nostro territorio non lo conosce. Mi meraviglia che, dall’estero, qualcuno voglia decidere sia la pianificazione della FM che la struttura delle nostre reti. Pensare di pianificare la FM a distanza di circa trent’anni è impensabile.
Se pubblicano ora PNAF DAB+, forse nel 2025 la radio digitale sarà piattaforma primaria.


A volte (purtroppo) ritornano

Dopo esattamente 12 mesi, torna lo spettro dello switch-off FM/DAB+, anche se con diversa formulazione. Come l’anno scorso, quando uno scoop di NL aveva svelato una pericolosa formulazione del nuovo TUSMAR (al tempo in corso di scrittura), anche questa volta si torna a discutere di impianti FM da sacrificare sull’altare del digitale (per concludere gli accordi internazionali adriatici con gli intransigenti slavi).


Dewattaggio del 50% e oltre 1200 impianti da spegnere


Rimandando al nostro pezzo di ieri per i dettagli sull’ipotesi di riduzione generalizzata del 50% delle potenze di emissioni dei trasmettitori FM e della possibile soppressione di oltre 1200 impianti sulla fascia adriatica, abbiamo raggiunto un esponente di spicco del comporto radiofonico, Paolo Salvaderi, a.d. di Radiomediaset, per cercare di capire la posizione dei grandi operatori sulle voci di uno spostamento della pubblicazione del Piano DAB+ predisposto da Agcom e, soprattutto, sulle ipotesi restrittive verso la FM.


Piano, troppo piano
(Newslinet) – A fine mese Agcom pubblicherà il PNAF per la radio digitale. Un grande risultato per la radiofonia. D’altra parte non si sarebbe potuto attendere oltre…

(Paolo Salvaderi) – Abbiamo aspettato fin troppo: lo attendavamo dal 2001 e finalmente dopo 21 anni lo avremo, grazie all’ottimo lavoro fatto da Agcom che in questi anni ha riservato molta attenzione al nostro settore ed ha fatto un lavoro di grande professionalità tecnica e trasparenza verso noi operatori. La banda III VHF ormai è stata liberata e non ci sono più ostacoli e ragioni per attendere oltre.



Il coniglio dal cilindro

(NL) – Dalle prime indiscrezioni raccolte sembra che Agcom, attraverso un lavoro di cesello, sia riuscita a recuperare un’ulteriore risorsa per le locali nella zona adriatica. Quello che sarà pubblicato potrebbe non essere quindi un “mezzo piano” in attesa del termine del coordinamento internazionale, ma una situazione stabilizzata, anche se perfezionabile….

(Paolo Salvaderi) – Il Piano, così come è stato presentato in consultazione, soddisfa gli editori nazionali e, con ulteriori interventi che l’Autorità ha apportato in vista della pubblicazione, ci saranno risorse sufficienti anche per le radio locali. Finalmente il settore radiofonico, sia nazionale che locale, potrà contare su un PNAF che darà al sistema certezza e stabilità.



Prima di intervenire sulla FM bisognerà analizzare tutte le possibili ricadute che potrebbero esserci

(NL) – Ciò potrebbe consentirci di uscire anche dall’angolo in cui ci eravamo ficcati col coordinamento delle frequenze FM interferenti?

(Paolo Salvaderi) – La nostra normativa è molto chiara: prima il Piano DAB e poi si ragionerà tutti insieme su eventuali interventi che investiranno la FM. La modulazione di frequenza è ancora il nostro mercato, quello in cui facciamo business. E prima di intervenire bisognerà analizzare tutte le possibili ricadute che potrebbero esserci.



Disparità di trattamento

(NL) – A proposito di FM: il piano si farà o si interverrà chirurgicamente sui singoli casi di perturbazione? In questo caso non si rischierebbe una pesante disparità di trattamento con le inevitabili conseguenza giuridiche?

(Paolo Salvaderi) – Appunto: ci sono delle norme da rispettare, verso le quali noi editori ottemperiamo da sempre. E che dovrebbero fare anche quelli che le norme le scrivono.


Mi meraviglia che, dall’estero, qualcuno voglia decidere sia la pianificazione della FM che la struttura delle nostre reti

(NL) – Gli stati esteri ci accusano di utilizzare una ridondanza impiantistica fuori da ogni logica…

(Paolo Salvaderi) – Gli impianti oggi attivi nel nostro paese sono tutti utili e necessari per il servizio, per la copertura capillare del nostro territorio. E’ azzardato definirli inutili da chi il nostro territorio non lo conosce. Ci vogliono prove e studi. Segnalerei poi che questi impianti sono attivi da decine di anni. E’ incredibile che solo oggi risultino inutili e ridonanti. Mi meraviglia che, dall’estero, qualcuno voglia decidere sia la pianificazione della FM che la struttura delle nostre reti.


Piano FM? A distanza di oltre trent’anni impensabile

(NL) – Insomma, la vostra proposta è di proseguire così, senza Piano FM fino a quando la modulazione di frequenza non sarà più indispensabile. E’ corretto?

(Paolo Salvaderi) – Ci atteniamo alla regole e a quanto previsto dal TUSMAR. Piaccia o no. D’altra parte pensare di pianificare la FM a distanza di circa trent’anni, da quando avrebbero dovuto farlo, è impensabile. Si potrà intervenire su situazioni particolarmente critiche, ma è inconcepibile un intervento in questo momento già critico per il settore che di certo destabilizzzerebbe totalmente il mercato.


Superamento ascolto FM con DAB nel 2025? Con PNAF subito forse

(NL) – Qualcuno dice che nel 2025 assisteremo al superamento del DAB sulla FM….

(Paolo Salvaderi) – Se pubblicano e attuano immediatamente il piano, potrebbe essere. Lo vedremo strada facendo. Sperando che non ci siano brutte sorprese.
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